La tomba di Cristo in Giappone

 

 

 

Premesso: tratto da qui

 

Ok, con un po’ di dispiacere possiamo rinunciare alla stalla, al bue e all’asinello e limitarci a adagiare il Bambinello in una mangiatoia. Ma poi basta! Altrimenti che presepe sarebbe?
Invece, per dar credito alla leggenda giapponese di Kirisuto, occorre rivedere molto altro sulla vita di Gesù rispetto alla versione ufficiale della Bibbia. Tenetevi forte! Ecco in cinque punti come sarebbero andate le cose per i giapponesi adepti.


1) Intorno ai ventuno anni Gesù si mise in viaggio. Attraversò la Siberia e arrivò in Giappone, dove rimase dieci anni a studiare lo scintoismo e prese il nome di Kirisuto.

 

2) Rientrò in Palestina giusto in tempo – considerata la durata del viaggio – per essere imprigionato dai Romani e condannato alla crocifissione.


3) Sulla croce, però – udite, udite – non andò lui ma il fratello minore, Isukiro, che si sacrificò al suo posto.


4) A trentasette anni Gesù/Kirisuto tornò in Giappone e si stabilì nel paesino di Shingo (o Herai), nel distretto Sannohe, nel nord del Paese. Qui si sposò con una tale Miyuko e visse – non è ben chiaro facendo cosa – fino a 106 anni; secondo altre versioni fino a 118.


5) Fu seppellito nei pressi del villaggio, su un colle ricoperto di boschi di bambù; a fianco, in un’altra tomba, furono sistemati i resti del fratello, Isukiro.


Non ci sono documenti a supporto della leggenda, tranne la notizia di un testo ebraico misteriosamente scomparso che ne parlerebbe. Gli abitanti del luogo, però, non hanno dubbi sul fatto che sia vera. Chi va in Giappone e fa una deviazione a Shingo può vedere di persona “la Tomba di Cristo” (per non sbagliarvi l’indicazione in lingua è: “Kristo no Hakka”). Ogni anno sono diverse migliaia le persone – www.youkosoitalia.net parla di 40.000 tra fedeli, turisti e pellegrini – che la visitano.
Il terreno è di proprietà di Sajiro Sawaguchi, discendente diretto di Gesù, ma di religione buddista.


Secondo un’altra leggenda, stavolta indiana, Gesù, non si sarebbe spinto fino in Giappone ma si sarebbe fermato in India. La tesi fu sostenuta nel 1894 dall’aristocratico russo Nicolas Notovitch, spia, giornalista e teosofo, autore di una discussa Vita sconosciuta di Gesù Cristo, in cui sosteneva che il Messia, seguendo la via dei mercanti, fosse giunto al monastero tibetano di Hamis, nel Ladakh, e lì si fosse dedicato allo studio del buddismo trasmettendo, come vuole la tradizione esoterica, insegnamenti segreti ai suoi allievi. A testimonianza del “passaggio in India” di Cristo (un predicatore noto come “Il guaritore” arrivato da Israele intorno al 30 d.C. con la madre Maria) resta la sua tomba nel sito sepolcrale di Roza Bal, a Srinagar, capitale del Kashmir.


 

CEIFAN
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