Una teoria interessante: il Sole influenza la temperatura terrestre?

La temperatura terrestre ha subito varie oscillazioni anche significative, cioè ci sono una serie di alti e bassi che si sviluppano nei secoli e sono totalmente indipendenti dall'attività umana. Attualmente è in salita dopo che si è verificato un forte calo nei secoli precedenti, cioè la temperatura è in salita dalla fine della piccola era glaciale che si ebbe in contemporanea ad una scarsa attività solare.
La Piccola era glaciale è un periodo di tempo che va dal 1590 al 1850 in cui ci fu un brusco abbassamento della temperatura che portò un freddo estremamente elevato ed aumentò l'estensione dei ghiacci. Precedentemente a questa piccola era glaciale vi fu un periodo nel medioevo cin cui vi fu un aumento della temperatura molto elevato durato 500 anni e chiamato il periodo caldo medioevale o ottimo climatico medioevale che, tanto per sottolinearlo, era stato raggiunto senza che vi fosse alcun inquinamento da parte umana.
Tra il massimo medievale e la piccola era glaciale vi fu però un periodo in cui la temperatura scese per poi risalire, cioè ci fu una sostanziosa riduzione dell'attività solare, intercorsa all'incirca tra il 1420 ed il 1490, che portò un secolo caratterizzato da inverni estremamente rigidi, e ad una maggiore continentalità del clima.

L'aumento della temperatura ed il ritiro dei ghiacciai è iniziato prima della diffusione dell'uso di idrocarburi da parte dell'uomo, cioè dalla fine della piccola era glaciale nel 1850. Infatti, dal 1300 si è assistito ad un graduale avanzamento dei ghiacciai fino ad una massima espansione intorno al 1850 quando le temperature hanno iniziato ad aumentare favorendo il ritiro dei ghiacci. Inoltre, si tratta di un andamento costante nel tempo che risulta indipendente da questo uso di Idrocarburi da parte dell'uomo.

Anche in tempi recenti la temperatura non ha un andamento di solo aumento ma di fatto ha un andamento variabile con alti e bassi, che nel complesso portano ad un aumento molto piccolo della temperatura nell'arco di un secolo.

Il livello di innalzamento del mare non è correlato all'uso di idrocarburi da parte dell'uomo, anzi, mantiene lo stesso andamento iniziato con la fine della piccola glaciazione.

Anche lo scioglimento dei ghiacciai non è correlato all'uso di idrocarburi da parte dell'uomo, ma mantiene lo stesso andamento iniziato con la fine della piccola glaciazione.

La temperatura è correlata all'attività solare, non con l'uso di idrocarburi da parte dell'uomo.

Perfino la temperatura dell'Artico si mostra correlata all'attività solare.

Nel periodo compreso tra il 1645 ed il 1715, proprio nell'intervallo centrale della piccola era glaciale, le macchie solari rilevate furono insolitamente poche, con alcuni anni senza la rilevazione di nessuna macchia. Questo periodo di poche macchie solari è conosciuto anche come minimo di Maunder e provocò il periodo più rigido durante la piccola era glaciale. L'impatto di questa situazione si protrasse naturalmente nel tempo e si è conclusa intorno al 1850, quando il clima terrestre ha iniziato gradualmente a riscaldarsi, provocando con gli anni lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento graduale dei livelli del male ed un altrettanto graduale innalzamento della temperatura.



Una curiosità: le piccole ere glaciali, come quella dei secoli scorsi, ed i periodi di caldo, come quello medievale, sembrano alternarsi continuamente nel tempo come se fossero un fenomeno ciclico.
Ad esempio, altre Piccole Ere Glaciali si ebbero tra il 1400 e 1300 avanti Cristo, tra il 900 e 300 sempre a.C (con intervallo mite di circa 150 anni). Un'altra fase fredda si ebbe tra il 400 e 750, poi nel 1150 e 1250 ed infine, quella già citata tra il 1590 e 1850.
Il riscaldamento
globale osservato tra i secoli XI-XIII, avvenuto durante una fase di aumento a
lungo termine dell'attività solare, chiamato “Little Climatic Optimum”, che è
più intenso del riscaldamento avvenuto nel '900, ha causato gravi cambiamenti
climatici. Durante quell’ Età sono stati coltivati dei vigneti in Scozia, la
Groenlandia si è presa il nome di Terra Verde ed è stata abitata dai Normanni
dalla fine del X – agli inizi dell’XI secolo. L’Europa ha goduto di una crescita
economica che ha dato origine al Rinascimento, l’Asia centrale ha attraversato
il periodo migliore della sua storia.
Una fase di diminuzione della temperatura globale (la fase fredda nota come
Piccola Era Glaciale) è stata osservata, non solo in Europa, Nord America e
Groenlandia, ma anche in qualsiasi altra parte del mondo durante il minimo di
Maunder tra il 1645 e il 1715. Tutti i canali nei Paesi Bassi erano congelati, i
ghiacciai si rimpadronirono della Groenlandia e le persone sono state costrette
a lasciare i loro insediamenti per diversi secoli. Il fiume Tamigi a Londra e la
Senna a Parigi, erano congelati ogni anno.
Per approfondimenti legga anche:
http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=19367
http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=19366
è disponibile anche una lunga ricerca dettagliata in inglese:
http://members.shaw.ca/sch25/FOS/Climate_Change_Science.html
Come fa il Sole ad influenzare il clima?
Come fa il Sole ad
influenzare il clima? La risposta in realtà è molto complessa per i non esperti,
riporto ad esempio il riassunto di cosa dicono alcune persone competenti in
materia.
Il sole ha dinamiche che vanno al di fuori del semplice aumento dell'irradianza.
I meccanismi del sole sono molto più complessi, basti pensare al fatto che gli
alti e bassi di un ciclo solare non aumentano ne diminuiscono il potere
irraggiante del sole, ma sono in grado di produrre differenze "climatiche"
(atmosferiche ed oceaniche).
Il sole influisce anche sul vapor d'acqua, e quindi sull'umidità, ed il
principale agente dell'effetto serra è proprio il vapor d'acqua, che non è
conteggiato tra i gas atmosferici ma è largamente più presente nell'atmosfera
degli altri gas serra
(diciamo ca. 100 volte di più). E' quest'ultimo, pur essendo il meno potente, ad
essere il principale responsabile dell'effetto serra: almeno l'80%; alla CO2
dovrebbe restare il 10-15%.
Le bande d'assorbimento sono molto importanti: nella radiazione infrarossa,
quella che c'interessa, molte bande d'assorbimento sono già saturate: vuol dire
che, su quelle particolari frequenze d'onda, nessun ulteriore effetto
riscaldante è possibile. E, basti pensare che in molte sue bande d'assorbimento
la CO2, che è più "potente", è chiaramente coperta dall'H2O, che è
preponderante.
Vi è dunque già una "concorrenza" tra gas/vapori che porta alla saturazione di
gran parte della banda infrarossa.
Inoltre, già il
singolo effetto del singolo gas, non esplicandosi su tutta la frequenza
infrarossa ma solo sulle particolari bande d'assorbimento (dette anche
d'emissione), non può portare ad un riscaldamento infinito, né esponenziale e
nemmeno lineare, ma logaritmico (e questa teoria è la stessa presa anche dall'IPCC,
anche perché se contestasse pure i fondamenti di fisica e chimica...): per cui,
esempio, se oggi aggiungiamo 1 con effetto 1, domani aggiungiamo 1 con effetto
0.9, poi 1 con 0.7, poi 1 con 0.4 e così via. I famosi scenari IPCC infatti
sono:
a) scenari "what if" non previsioni, benché spacciati per tali al pubblico dai
"policy makers";
b) basati quasi unicamente su preponderanti e risonanti retroazioni positive, e
sull'esclusione di ogni retroazione negativa di rilievo;
c) non considerano per nulla il vapor d'acqua (che è sì un gas serra, ma come
nubi può anche essere un potente raffreddante), né le variazioni di attività
solare, né l'attività vulcanica ecc.
Più gas aggiungiamo,
sempre minore è l'effetto (l'incremento logaritmico), cioè il riscaldamento
continua a rallentare pur con immissioni di gas pari - ed è anche il modello
accettato dall'IPCC, anche perché è l'unico modello: il presunto riscaldamento
esponenziale avverrebbe solo grazie ad una "reazione a catena" di effetti
positivi, molti dei quali però rimangono ancora sulla carta - es. la diminuzione
delle nevi continentali porta ad una diminuzione dell'albedo non necessariamente
compensata; al contrario, l'effetto che si teme maggiore, la diminuzione
dell'albedo dovuta alla diminuzione dei ghiacci artici, sembra al momento
pienamente compensata da un incremento della nuvolosità nell'area - e qui mi
ricollego al discorso sul vapor d'acqua, il cui ciclo è ancora in gran parte un
mistero ed è simulato malissimo dai modelli climatici, pur essendo il più
importante: infatti, come semplice umidità può incrementare il riscaldamento (al
netto delle bande d'assorbimento, ovvio); ma, se condensa in nubi, potrebbe
avere l'effetto opposto, e portare ad un raffreddamento (semplificando).
Poi c'è la questione del riscaldamento degli oceani che ha una grande importanza
nel riscaldamento del pianeta.
Il sole picchia duro sull'oceano fino almeno a 100mt di profondità e le stagioni
in cui il sole penetra maggiormente sono scaldanti delle masse oceaniche che
infatti aumentano la loro temperatura diminuendola nelle stagioni in cui il sole
è più inclinato e l'atmosfera + fredda (esempio il mediterraneo aumenta di 10°
vicino alla superficie e via via di meno con la profondità, tra inverno e
estate).
Il bilancio "potrebbe" essere nullo se:
- non cambiasse la
forzante solare nel tempo
- non cambiassero le condizioni di nuvolosità e piogge sopra l'oceano
Ma cambiano tutte e due le cose e quindi il bilancio subirà fasi di aumento e
fasi di diminuzione e questo per l'effetto DIRETTO del Sole.
Ovviamente ciò che succede nelle fasce tropicali è immensamente più importante
rispetto al resto degli oceani.
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico