Un misterioso oggetto artificiale nello spazio?

Premessa: adattato da qui
Le capacità di
rilevamento dei tantissimi appassionati d'astronomia in giro per il mondo sono
davvero incredibili, e sono già state messe alla prova in questo senso il 3
settembre 2002.
Quel giorno, infatti, l'astrofilo canadese Bill Yeung si accorse di aver
rilevato quello che inizialmente credette essere un semplice asteroide. Uno dei
tanti che orbitano nello spazio. Un puntino fioco che si spostava sullo sfondo
della costellazione dei Pesci, all'epoca del primo avvistamento. Altri astrofili
e astronomi confermarono la sua osservazione, ma l'ipotesi dell'asteroide fu
scartata molto presto.
Certo, l'oggetto era luminoso quanto un frammento di roccia interplanetaria
largo circa 30 metri e si muoveva alla velocità tipica di un asteroide. Però era
strano che non fosse già stato rilevato dai telescopi professionali adibiti alla
ricerca automatica e continua di asteroidi: questo voleva dire che l'oggetto era
arrivato poco prima dallo spazio profondo. Quindi non poteva essere un pezzo di
qualche veicolo spaziale terrestre recente, perché nessun lancio spaziale aveva
traiettorie compatibili e aveva lasciato in giro pezzi non catalogati così
grandi. Eppure l'oggetto orbitava indiscutibilmente intorno alla Terra una volta
ogni 48 giorni circa, avvicinandosi alla distanza Terra-Luna e poi
allontanandosi fino al doppio di questa distanza.
Quest'orbita intorno alla Terra fu uno dei dati che stupì maggiormente gli
astronomi. Non era mai successo prima che la Terra catturasse un asteroide,
perché la Luna fa da "spazzina": il suo campo gravitazionale, combinato con
quello terrestre, impedisce ad altri oggetti di assumere orbite stabili intorno
al nostro pianeta.
La natura dell'oggetto divenne ancora più intrigante il 12 settembre 2002,
quando le osservazioni spettroscopiche indicarono che la superficie del
visitatore dallo spazio profondo era sostanzialmente bianca e rivestita di
metallo: specificamente di ossido di titanio. Un colore e una sostanza per nulla
comuni fra gli asteroidi.
Proveniva dallo spazio profondo, non era un asteroide e non era un frammento di
veicolo spaziale catalogato, e aveva una superficie chiara e metallica. Allora
cos'era?
La soluzione fu semplice quanto sorprendente e dimostrò appunto le capacità di
analisi e rilevamento degli astrofili e degli astronomi civili. Le osservazioni
ripetute permisero di calcolare l'orbita dell'oggetto con maggiore precisione e
di determinarne a ritroso la traiettoria. Risultò che l'oggetto, battezzato con
la sigla J002E3, aveva orbitato intorno al Sole per 31 anni ed era stato nelle
vicinanze della Terra per l'ultima volta nel 1971. Questo sembrò risolvere il
mistero, perché nel gennaio del 1971 era partita dalla Terra la missione lunare
Apollo 14, che aveva usato un grande razzo Saturn V la cui vernice di
rivestimento era proprio bianca e a base di diossido di titanio.
Ma c'era un problema con questa spiegazione. La NASA sapeva dov'erano finiti
tutti i pezzi di questo missile: i primi due stadi erano ricaduti sulla Terra e
il terzo era stato fatto cadere sulla Luna per effettuare studi sismologici. Il
modulo lunare era sulla Luna e la capsula Apollo era rientrata sulla Terra con
gli astronauti. Quindi l'oggetto non poteva provenire dall'Apollo 14.
Poi ci si rese conto che la vicinanza alla Terra nel 1971 non era
necessariamente il punto d'inizio del viaggio siderale dell'oggetto, ma poteva
essere semplicemente un passaggio di un veicolo spaziale ancora più vecchio, e a
quel punto si trovò la soluzione: l'oggetto metallico misterioso era sì un pezzo
di un missile lunare, ma non della missione Apollo 14, bensì dell'Apollo 12, il
cui terzo stadio S-IVB, lungo una ventina di metri, non era stato fatto cadere
sulla Luna ma era stato spedito a orbitare intorno al Sole il 15 novembre 1969.
La manovra non era riuscita correttamente e il veicolo aveva assunto invece
un'orbita poco stabile di 43 giorni intorno al sistema Terra-Luna, guarda caso
molto simile a quella dell'oggetto misterioso, di cui si può consultare
un'animazione qui
sul sito Internet della NASA.

Dopo alcune orbite se ne erano perse le tracce, ma i calcoli dimostrano che lo
stadio lunare vagabondo sarebbe sfuggito alla gravità terrestre nel 1971 per
finire ad orbitare intorno al Sole, tornando periodicamente nelle vicinanze
della Terra, dalla quale si sarebbe fatto brevemente ricatturare per poi tornare
all'orbita solare. Questo complicatissimo balletto non richiede propulsione, ma
avviene puramente per il gioco variabile delle attrazioni della Terra, della
Luna e del Sole, e implica che l'oggetto si è di nuovo allontanato nel giugno
del 2003 e tornerà a trovarci intorno al 2032.
La vicenda dell'oggetto metallico misterioso che venne a visitarci nel 2002 è
quindi chiarita. Stavolta niente visitatori da altri mondi, ma sicuramente da
altri tempi: il terzo stadio dell'Apollo 12 viaggia nello spazio da oltre
quarant'anni ed è quindi un museo volante.

Questo evento è molto indicativo sulle capacità di avvistamento di semplici
appassionati di astronomia, che possono avvistare un oggetto di venti metri che
arriva dallo spazio oltre la Luna. E gli astrofili non sanno tenere un segreto:
quando vedono qualcosa, se ne vogliono vantare, sia per avere la gloria, sia per
avere il diritto di battezzare l'oggetto scoperto: il che rende molto
improbabile l'ipotesi di congiure del silenzio su oggetti misteriosi nello
spazio.
Invece, riguardo agli enti ufficiali astronomici, tutti gli oggetti artificiali di dimensione superiore ai 10 cm che orbitano attorno alla terra sono costantemente monitorati, e sono oltre 19000 oggetti. come qui evidenziato: http://www.space.com/news/090912-space-junk-images.html
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico