Il Necronomicon

Premessa: tratto ed adattato in parte da qui per comodità
Il “Necronomicon” è
considerato da molti un testo maledetto. Esso è il “libro dei Morti”, e secondo
la leggenda l’autore prese parte a molti misteriosi pellegrinaggi tra le rovine
di Babilonia e le catacombe segrete di Memphis e trascorse dieci anni in
completa solitudine nel grande deserto dell’Arabia meridionale, il Raba El
Khaliyeh, (o “Spazio vuoto” degli arabi antichi) e Dahna, o “Deserto Cremisi”
dei moderni, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri mortiferi.
Si dice che alcune copie di questo libro siano scritte con il sangue e rilegate
con la pelle di esseri umani uccisi nel corso di riti sacrificali. Il
Necronomicon prevederebbe che il Grande Cthulhu, dio con testa di Polipo,
segretamente venerato da folli adoratori nei più disparati recessi della terra,
sarebbe stato imprigionato all’alba dei tempi nella sua città sommersa dalle
acque.
Lì Cthulhu attenderebbe pazientemente il momento in cui le stelle torneranno nella giusta posizione. A quel punto il mostro dovrebbe riemergere e riprendere il dominio della terra.
Iniziando a tornare
nel mondo reale, secondo lo scrittore di racconti fantastici Howard Phillips
Lovecraft, il Necronomicon (il cui titolo originale in arabo è Al Azif) è un
testo di magia nera redatto da uno stregone arabo di nome Abdul Alhazred,
vissuto nello Yemen nell'VIII secolo d.C. e morto a Damasco in circostanze
misteriose (si dice fatto a pezzi in pieno giorno da un essere invisibile).
In realtà il Necronomicon è uno pseudobiblium, cioè un libro mai scritto, ma
citato come se fosse vero in libri realmente esistenti.
Il Necronomicon, infatti, è solo un espediente letterario creato da Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti, che diventò gradualmente un gioco intellettuale quando anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei loro racconti di genere horror o fantascientifico.
Lo stesso Lovecraft fu quasi
costretto, a un certo punto, a confessare che il Necronomicon era una sua
invenzione quando si accorse che troppi suoi fans lo avevano preso sul serio; ed
anche oggi non mancano persone che credono alla reale esistenza del Necronomicon.
C'è incertezza su quale possa essere stata la fonte ispiratrice di Lovecraft per
la creazione del Necronomicon. Secondo De Turris e Fusco sarebbe stata la
Clavicola di Salomone, un celebre grimorio che l'autore di Providence avrebbe
conosciuto attraverso Cerimonial Magic, un libro di A. E. Waite del 1898, mentre
secondo lo studioso americano Roger Bryant il Necronomicon sarebbe un
adattamento del Picatrix, un testo arabo di magia del XII secolo. Per Domenico
Cammarota, invece, il Picatrix non può essere la fonte del Necronomicon perché
non è un testo di magia, ma di alchimia e di erboristeria. Lovecraft, però, si
sarebbe ispirato al suo autore, l'alchimista iracheno ‘Abd al-Latīf, per creare
la figura di Abdul Alhazred.
Il libro cominciò ad uscire dalla finzione letteraria per entrare nel mondo
reale nel 1941, quando un antiquario di New York, Philip Duchesne, mise nel
proprio catalogo un riferimento al Necronomicon, di cui forniva la descrizione e
fissava il prezzo a 900 dollari. Nel 1953 il giornalista Arthur Scott, in un
articolo sul mensile americano Sir!, sostenne che il Necronomicon sia scritto su
fogli di pelle umana prelevata da persone uccise con fatture stregonesche.
Da quel momento si moltiplicano i riferimenti al Necronomicon sui bollettini dei
bibliofili e perfino nel catalogo della Biblioteca Centrale dell'Università
della California.
Alla fine degli anni '60 Lyon Sprague De Camp durante un
viaggio in Oriente acquista uno strano manoscritto proveniente da un villaggio
del nord dell'Iraq e al ritorno lo fa esaminare da alcuni esperti americani che
però lo avvertono che il testo è una sequenza di segni priva di significato, che
cerca di assomigliare al persiano e che risale al XIX secolo: un imbroglio,
insomma. Sprague De Camp decide comunque di pubblicarlo in facsimile,
raccontando la vicenda e facendolo passare per il Necronomicon, aggiungendo
particolari inquietanti per rendere il tutto verosimile.
Negli anni '70 Colin Wilson, senza alcuna prova, sostiene che Lovecraft mentiva
quando affermava che il Necronomicon non esiste, per coprire le responsabilità
del padre, affiliato alla massoneria egiziana fondata da Cagliostro e possessore
di una copia del Necronomicon (probabilmente, nella traduzione inglese
effettuata da John Dee).
Nonostante sia ovvio che siamo in presenza di un libro immaginario, esistono ancora persone che lo credono reale, perfino in Italia. Questo è dovuto in parte anche alla grande voglia di speculazione che c'è stata da parte di molti quando hanno fiutato il mercato delle persone che ci potevano cascare.
Da quando in Italia si pubblicò il Necronomicon di Wilson-Langford-Turner, a cura di Gorge Hay, e poi in Il Necronomicon - Il libro proibito di H.P. Lovecraft (1994) e Il Necronomicon 2 - la tomba di Alhazred (1998), moltissimi lettori si sono rivolti alla casa editrice, chiedendo se il Necronomicon esistesse realmente.
Nell'intenzione degli autori la risposta a questa domanda avrebbe dovuto essere
già contenuta nel carattere giocoso degli scritti stessi, ma la voglia di
credere all'esistenza del grimorio è stata tanto forte da rendere necessaria la
pubblicazione di un saggio per far luce in maniera definitiva sull'annosa
questione.
In realtà, lo stesso Lovecraft aveva già spiegato la cosa in una lettera a Frank
Belknap Long, datata 26 gennaio 1921: "Il personaggio del folle Abul Alhazred è
inventato. Il distico 'That is not dead which can eternal lie / And with strange
eons even death may die' è mio e Alhazred è uno pseudonimo che adottai quando
avevo pressappoco cinque anni e andavo pazzo per Le mille e una notte."
Un'invenzione quindi che, racconto dopo racconto, ha accresciuto il proprio peso
all'interno della narrativa lovecraftiana e non solo. Sfruttati a più riprese da
amici ed ammiratori del Solitario di Providence, il Necronomicon e il suo
"folle" autore divennero ben presto un cardine di molta letteratura fantastica,
eccitando a tal punto la fantasia di migliaia di lettori da indurli a credere
alla reale esistenza del grimorio.
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico