Microchip e controllo mentale

Una delle storie complottistiche più diffuse è quella dei microchip che permetterebbero di controllare le persone, con contorno di cospirazione per impiantarli a tutte le persone. Queste storie erano molto diffuse negli anni'60 e '70, ed sono tornate alla ribalta nell'ultimo decennio sopratutto grazie alla diffusione di internet, ma negli ultimi decenni sono state usate anche in fumetti, romanzi e film.
Girano numerose varianti cospirative su microchip per il controllo mentale e intenzioni di impiantarli a tutti, ma tutte queste storie sono delle bufale piuttosto deliranti, dato che sono delle invenzioni senza alcun riscontro nella realtà, ma che vengono spacciate per vere giocando su banali meccanismi tipici delle peggiori bufale complottistiche.
Gli stessi microchip di controllo mentale sono pura fantascienza irrealizzabile, senza contare che una cospirazione silenziosa per impiantarli in massa è totalmente impossibile da far passare in silenzio (sarebbe facilissimo trovare, documentare e denunciare questi chip, nonché tutti i media ne parlerebbero insistentemente).
Nella realtà esistono microchip di identificazione, che contengono in sostanza un codice che consente di identificare l'animale o la persona che li porta, e sono usati solitamente negli animali domestici per motivi di utilità. Nella fantasia dei cospiratori questi microchip diventano milioni di volte più complesse e compiono fantasiose funzioni di controllo mentale nonostante le loro dimensioni.
Ritornando sempre nel mondo reale, il massimo ottenibile dai microchip impiantabili nelle persone è stato crearne alcune varianti sperimentali a scopo medico, chiamati biochip, che consentono di individuare specifiche malattie.
In ultimo, nella realtà sono esistiti esperimenti dove hanno aperto teste di animali ed hanno collegato dispositivi elettrici voluminosi direttamente sul cervello riuscendo ad influenzare il comportamento di queste bestie.
Questi tre elementi hanno probabilmente dato vita alla recente ondata di bufale complottistiche sui microchip per il controllo mentale, che poggiano sull'inconcretezza più totale. Si tratta di bufale talmente ridicole che è difficile trovare persone disposte a perdere tempo per sbugiardarle, tanto è vero che sono catalogate come "leggende urbane". È stato tuttavia un errore evitare di sbugiardare una tale bufala, anche se ridicola, poiché col passare degli anni si è diffusa più di quello che sembra, infatti internet ci dimostra come esistano numerose persone davvero convinte che sia tutto reale, dimostrando in alcuni casi l'esistenza di evidente stato di malattia mentale creato o aggravato dall'ossessione e la paura di questi microchip.
Vediamo ora, leggermente nel dettaglio, gli unici elementi realmente esistenti della vicenda, finendo anche per sbugiardare simbolicamente una delle tante versioni della bufala.
I Microchip che vengono davvero impiantati
Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale, a scopo identificativo. I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID. Il Tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l’identificazione degli animali.
I microchip sono
apparecchi inerti, chiamati RFID e perciò non contengono alcuna forma di energia
interna. I componenti di base sono tre: un chip di silice (circuito integrato);
un nucleo di ferrite circondata da un filo di rame; e un piccolo condensatore.
Il chip contiene il numero di identificazione, più i circuiti elettrici per
trasmettere le informazioni al lettore. Il nucleo di ferrite (o di ferro) agisce
come una radio antenna, pronta a ricevere il segnale del lettore. Il
condensatore funziona da sintonizzatore, formando un circuito con l’antenna.
Questi componenti sono racchiusi entro una capsula di vetro biocompatibile, e
sigillati ermeticamente.
Il "chip" contiene al suo interno il numero d'identificazione, più circuiti
elettronici per trasferire tale informazioni allo scanner. Il nucleo di ferrite
funziona come un'antenna radio, adatta a ricevere segnali dallo scanner.
Il Lettore del chip emette un campo elettromagnetico/elettrico che tramite il processo
della induzione genera nell'antenna del tag una corrente che alimenta il chip.
Il microchip così alimentato comunica tutte le sue informazioni che vengono
irradiate tramite l'antenna verso il Lettore.
Il microchip ha una dimensione esterna di circa mm 11 di lunghezza e di mm 2 di
diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una
particolare siringa o altro iniettore. Agli animali non nuoce né fisicamente né psicologicamente.
Non è previsto l'impianto diffuso agli esseri umani, anche perché non sarebbe di reale utilità generale, nonostante una decina di anni fa uscirono notizie sensazionalistiche secondo cui da lì a poco sarebbe stato impiantato anche alle persone, e questo ha generato la nascita di molte teorie complottistiche che addirittura vedevano i chip identificativi come strumenti per il controllo mentale della gente.
Si è ipotizzato in
anni passati di usarli sui bambini in zone di alcuni Paesi dove è frequente il
loro rapimento, e quindi come misura anti-rapimenti.
Oltre ciò, esistono i biochip, che sono ancora in fase sperimentale e servono per aiutare a diagnosticare le malattie. Il biochip è contiene circuiti o sostanze che reagiscono al contatto ad esempio di elementi che indicano la malattia. La parte “attiva” di ogni biochip è formata da molecole biologiche, come proteine, che sono fissate alla superficie e si legano con un'elevata selettività agli obiettivi presenti nel campione biologico. A seguito della reazione (ibridizzazione) viene attivato un segnale ottico o elettrico che può essere letto dall'esterno. In questa maniera, conoscendo la funzione delle proteine dove sono collocate, si può ricostruire la presenza dell'obiettivo da individuare, come malattie specifiche.
Nonostante le tante notizie sensazionalistiche sui biochip nell'ultimo decennio, essi non sono ancora presenti nell'uso corrente in medicina ma sembrano ancora essere bloccati alla fase di sperimentazione.
MONDEX: il marchio della bestia

Sbugiardiamo ora una
delle tante bufale complottistiche sui microchip che oggi ancora circolano, cioè
quella nota come "MONDEX: The Mark of
the Beast", che ha avuto un notevole impatto nel mondo complottista
Questa bufala circola su internet dal febbraio 2004 e dice che i microchip usati
nelle carte di credito prodotti dalla Mondex saranno impiantati nelle mani o nel
collo delle persone, con conseguenze poco piacevoli, e costituiscono il "marchio della bestia" profetizzato
nell'Apocalisse.
La bufala è costruita
esattamente seguendo le regole delle più ridicole invenzioni complottistiche,
cioè partendo dall'esistenza di elementi base per poterci inventare sopra:
l'esistenza di una società che si chiama Mondex, il fatto che questa società
faccia microchip per le carte di credito, la capacità dei microchip di queste
carte di contenere informazioni personali, e l'esistenza dei biochip che possono
essere impiantati agli animali per identificarli.


Vengono ovviamente
presentate immagini che non centrano nulla col complotto inventato, infatti
l'autore confonde i microchips per l'identificazione degli animali per
tutt'altro, così come confonde i chip presenti nelle carte di credito per i
microchip impiantabili e fa attribuzione errate sulle loro funzioni e
potenzialità reali.


Viene poi presentata una falsa
radiografia con un falso posizionamento del microchip, perché anche in teoria
nelle persone non possono essere messi nelle mani (o nei piedi) ma solo in zone
particolari nei casi di dispositivi medici, e nella parte superiore del braccio
in tutti gli altri casi.
Seguono poi le solite
deliranti associazioni tra multinazionali e l'oggetto del complotto, arrivando a
tirare in ballo la Motorola che è una delle tante società che fanno i microchip
per le carte di credito. Viene citata perché in realtà oltre questo fa anche biochips impiantabili per scopo medico, quindi è sfruttabile per la bufala.
Tuttavia, c'è un errore grossolano, infatti la Motorola viene collegata alla
Mondex, mentre quest'ultima si occupa solo di carte di credito.
Vengono anche date altre informazioni inventate, infatti contrariamente a quanto detto nella bufala, un trasponder riceve e trasmette informazioni, non è un sistema per immagazzinare dati. Inoltre, contrariamente a quanto affermato nella bufala, gli impianti miniaturizzati non hanno una batteria ma sono alimentati dall'esterno, ad esempio da un lettore nel caso di quelli identificativi per animali.


Seguono poi tutta una
serie di invenzioni, presentando ricerche inesistenti con perfino conclusioni
sbagliate. Infatti, i microchip non possono essere messi nelle mani o nel collo
di una persona, ma solo in zone particolari nei casi di dispositivi medici, e
nella parte superiore del braccio in tutti gli altri casi.
Vengono infine
presentati addirittura versi dell'Apocalisse con una interpretazione distorta a
favore della bufala, con contorno di finta radiografia.

Immancabile poi il punto cruciale di tutte le bufale complottistiche, cioè far pensare alla gente che gli eventi esposti. inventati o distorti, non sono una coincidenza.


Seguono una serie di informazioni completamente inventate, infatti nella realtà la Mondex fa carte di credito e non biochip, non c'è stato alcun problema riguardo alla distribuzione o l'uso di queste carte, e nessuno ha detto che impiantare chip nelle mani o nella testa delle persone è la soluzione a questo problema inesistente.
Continuano l poi
tutta una seri di bugie fatte per impressionare i gonzi, infatti nella realtà
gli impianti biochip si possono rimuovere con semplici procedure, la capsula non
esplode se rimossa, non contiene litio o sostanze pericolose che possono
contaminare il soggetto, e certamente non esiste la tecnologia per consentire di
mettere in qualsiasi biochip il GPS (Global Positioning system, il sistema di
posizionamento satellitare).


Immancabile poi l'appello tipico delle bufale, cioè quello di diffondere quanto esposto a quante più persone possibili, creando così catene di sant'Antonio, e di spingere anche altri a farlo.
Essendo certi che i siti per creduloni moltiplicheranno la presenza della bufala sulla rete, si invita poi a fare ricerche su internet che porteranno ai soliti siti complottistici che diffondono il messaggio. Tra l'altro, alla fine si mette in connessione due aziende che non centrano nulla tra loro e che non hanno alcun rapporto, cioè la Mondex, che fa le carte di credito, e la Verichip, che fa biochip.
Insomma, la solita bufala complottistica costruita per spaventare la gente e per spingere a diffondere falsità. Di storie simili e circolano molte, attualmente vanno di moda le bufale che vogliono convincere la gente di un complotto volto a impiantare la gente con microchip per il controllo mentale.
Altre informazioni sulla bufala Mondex sono presenti nei siti che trattano gli sbugiardamenti delle leggende urbane come queste:
http://www.snopes.com/politics/business/mondex.asp
http://urbanlegends.about.com/library/bl_mondex_biochip.htm
I microchip obbligatori negli USA
Dagli attentati alle torri gemelle del 2001 sono aumentati esponenzialmente le bufale sui microchip, si diffusero infatti fin da subito storie ridicole come quelle sui microchip trasmessi attraverso vaccini e leggi che avrebbero reso obbligatorio l'impianto del microchip sottocutaneo. Si trattava ovviamente di storie inventate da buontemponi ma che sono state prese per vere e riciclate spesso nel corso degli anni, anche perché servivano ai ciarlatani per aizzare la gente all'odio verso gli USA o verso il fantomatico "New World Order" che è tanto di moda nel mondo del complottismo da quattro soldi.
Tra le invenzioni più elaborate, c'è quella dell'approvazione da parte del Congresso Statunitense di una legge con l'obbligo di installare il microchip a tutti gli assicurati con copertura sanitaria. In pratica tutte le persone dovrebbero, secondo questa normativa, avere un microchip sottopelle a prescindere dalla loro volontà di volerlo o meno, pena il decadimento dell'assistenza sanitaria. Secondo l'ultima versione della bufala, questo obbligo partirebbe dal 2013.
Al di là dell'inutilità e della pericolosità di una cosa del genere, tra l'altro il microchip non emette alcun segnale, si tratta di una nota leggenda urbana, smascherata nel 2010 anche da un noto sito che raccoglie queste storie: http://www.snopes.com/politics/medical/microchip.asp
Il testo, tradotto da
un sito francese, è stato copiato da un buontempone che fa riferimento ad una
legge mai approvata, confondendo pure i testi della legge in vigore che è la
seguente: HR 3590 del 2010. Quella invece tradotta dai siti cospirazionisti è la
HR 3200 mai entrata in uso.
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico