Tutti stupidi? Le vere cause del successo di una bufala
Premessa: tratto in parte da qui
Iniziamo subito precisando quelli che sono gli aspetti comuni a tutte le bufale:
- Attraverso le leggende e le bufale gli uomini esprimono inconsapevolmente i
propri pregiudizi, gli odi, le paure, le proprie forti emozioni.
- Se si vuole creare una bufala di successo bisogna far leva sui sentimenti, sui
pregiudizi, sugli odi, le paure.
Molti degli appelli e delle notizie che circolano vi sembreranno probabilmente così
evidentemente falsi che vi verrà il dubbio: ma
davvero la gente è così ingenua?
E' facile giudicare quando si esamina un
appello col senno di poi, ossia quando lo si ritrova in un elenco
in cui è già classificato come bufala o meno. La cosa è ben diversa
quando la stessa informazione compare su un giornale, in un
telegiornale, o ci arriva nella posta di Internet
mandataci da un amico. In casi
come questi scatta il principio
d'autorità: siccome la notizia arriva da una persona di cui ci
fidiamo o da una fonte solitamente autorevole, non attiviamo il nostro
spirito critico e la accettiamo automaticamente.
Inoltre molti di questi appelli fanno leva sui
sentimenti o sui
pregiudizi: due aspetti della
psicologia umana che notoriamente annebbiano la parte razionale del
nostro modo di pensare.
Di conseguenza, abboccare a una bufala
non è sintomo di stupidità o di scarso intelletto: è una normale
reazione umana.
Lo stimolo irresistibile a diffondere un appello ricevuto deriva anche da
un altro fattore: il piacere di far
sapere. La bufala si presenta in genere come un'informazione
importante che pochi sanno: ricevendola e inoltrandola, crediamo di
entrare a far parte di una cerchia elitaria di "coloro che sanno", e ci
nasce dentro irresistibile la voglia di farci belli con amici e colleghi
ostentando il nostro nuovo sapere. Non importa se il "nuovo sapere" è in
realtà una bufala: l'effetto gratificante si ha lo stesso, anche perché
praticamente tutti coloro che riceveranno la nostra comunicazione la
riterranno autentica.
C'è anche un altro aspetto psicologico curioso: essere coinvolti in una
bufala, sia come disseminatori sia come suoi "garanti" (per esempio
apponendo volontariamente o involontariamente il proprio nome o
indirizzo in calce a un appello), ci fa
sentire importanti. Ci sono persone così sole o bisognose di
protagonismo da trarre piacere dal fatto di essere tempestate di
telefonate di sconosciuti che chiedono notizie sull'argomento della
bufala che hanno sottoscritto.
Il discorso finora fatto vale per le persone normali che vengono ingannate dalle bufale, ma ovviamente non vale per gli idioti, dato che hanno le facoltà di ragionamento irrimediabilmente compromesse, e la realtà ci insegna che il mondo è pieno di idioti disposti a credere in qualsiasi fesseria minimamente ben costruita.
Una parentesi meritano anche le persone malate di mente che per ovvi mentivi di sanità mentale credono in assurdità di ogni tipo: questa gente spesso diviene perfino importante e con un grande seguito, invece di marcire in manicomi....è questo il potere di internet.
Tra i seguaci delle bufale ci sono anche le tante persone che in qualche modo si collegano agli idioti prima citati, cioè le persone che non sono capaci di pensare con la propria testa, cioè quelle che non hanno le capacità per avere un pensiero critico e indipendente. Le persone troppo stupide per riuscire a farsi una propria idea sono più diffuse di quanto comunemente si pensi.
Infine, tra coloro che appaiono credenti nelle bufale sono da citare i bastian contrario, cioè persone che per sentirsi intelligenti assumono per partito preso le opinioni e gli atteggiamenti contrari a quelli della maggioranza. A queste persone piace stare all'opposizione: chiunque ci sia ai piani alti, chiunque abbia il potere o il successo, loro devono stare dalla parte opposta, altrimenti non ti sentirebbero i più intelligenti. In realtà, questa gente sono l'esattamente opposto di una persona intelligente.
Internet è piena di cretini che diffondono bufale. Contro i cretini che la fanno da padroni, l’unica salvezza è avere un minimo di conoscenze, per cui STUDIATE e vi renderete “quasi” immuni ed indipendenti dalle bufale.
È anche però tristemente vero che molta gente crede ai ciarlatani o alle bufale solo perché sembrano convincenti: eh si, spesso basta solo questo.
L'effetto confusione
Esistono persone che per un motivo o per l'altro creano confusione facendo rivelazioni mescolando bugie e verità. Questi cosiddetti "rivelatori" quando escono allo scoperto individuano uno ad uno quei sprovveduti di turno che si sentono in buona fede e disposti a pubblicare le loro frottole, convinti di portare qualche beneficio alla coscienza umana.
Molti di questi "rivelatori" sono chiaramente degli impostori, altri sono ottimi venditori di fumo, altri ancora sono perfettamente convinti di ciò che hanno "visto" o "sentito", basando unicamente la loro esperienza sui loro cinque sensi, scartando a priori qualsiasi ipotesi d’inganno di questi ultimi. Si tratta però di invenzioni e bugie che purtroppo comprendono sempre più di frequente l’inserimento di verità in contesti assolutamente privi di fondamento. La verità mescolata alla bugia genera nell’uomo uno stato dell’essere ben preciso: la Confusione.
Questi "rivelatori" sfruttano di proposito anche l’istinto sensazionalistico insito in ognuno di noi. Ogni volta che veniamo in contatto con un’informazione che in un certo qual modo ci sconvolge, sentiamo immediatamente quell’impulso barbino di comunicare ciò che abbiamo appreso ad un’altra persona. E di solito non ci basta, dobbiamo fare assolutamente in modo che quella persona comunichi le medesime cose ad altre persone, e così via. In questo modo si propaga anche l'effetto confusione, ed ovviamente l'effetto disinformazione.
Alcune regole anti-bufala
Non vi fidate di nessuno. La fuori, c'è pieno di gente che vi racconta balle. Alcuni lo fanno perché sono pagati per farlo, altri per il piacere di raccontarle, altri ancora semplicemente perché ripetono balle che altri hanno raccontato a loro. Diffidate di chi fa affermazioni senza citare le fonti, ma anche chi cita le fonti può benissimo citare a sproposito o stravolgere quello che la fonte citata diceva.
Questo è il caso dell' "ambientalista scettico"
Bjorn Lomborg che nei suoi libri cita centinaia e centinaia di
riferimenti, quasi tutti a sproposito. Verificate tutto, verificate di
nuovo, e verificate ancora. Per fortuna, oggi l'internet rende possibile
verificare le cose con un semplice click del mouse; è solo la nostra
pigrizia intellettuale che ce lo può impedire. Se lo fate, vi
accorgerete di cose che non avete nemmeno sospettato. Quante volte
qualcuno che cerca di convincervi che il riscaldamento globale non è un
problema vi ha raccontato che “negli anni ’70 gli scienziati si
aspettavano un’era glaciale mentre oggi si aspettano il riscaldamento
globale” Bene, usate Google per cercare questi “scienziati” e non ne
troverete. È una leggenda!
Non credete a una cosa perché ci credono tutti. Questa è una
delle trappole nelle quali è più facile cadere e, infatti, è la base
della propaganda. Ripetere, ripetere, ripetere; alla fine, anche la
balla più clamorosa finisce per diventare vera. Giornali e televisione
sono particolarmente perniciosi in questo senso, soprattutto perché
manca la possibilità di un vero dibattito che spesso è fasullo o
arrangiato. Ma anche il passa-parola di tutti i giorni crea miti di una
solidità impressionante: La difesa contro questo effetto di saturazione
cognitiva sta nell’allargare le proprie fonti di informazione.
Non credete a quello che vi fa piacere credere. Molte delle
peggiori balle che ci raccontano hanno la caratteristica di essere
rassicuranti. La nostra tendenza a credere a quello che vogliamo credere
è perniciosa e pericolosissima. Fate un esame di coscienza: le vostre
convinzioni sono veramente basate su fatti? Non è che siete convinti di
qualcosa perché si attaglia alle vostre idee politiche? Oppure
semplicemente perché la vita sarebbe più piacevole se quel qualcosa
fosse vero? Attenzione che esiste anche una corrente di pensiero opposta
che possiamo chiamare “millenarismo”, ovvero l’attesa della fine del
mondo, cosa che, curiosamente, qualcuno vede come desiderabile. Anche
questo è un atteggiamento che alla lunga ci porta a stravolgere la
realtà sulla base delle nostre aspettative.
Non credete ai complotti scientifici. I complotti politici
esistono e sono comuni nella storia. Ma nella scienza sono estremamente
rari; anzi sono inesistenti. Gli scienziati sono quasi sempre dei feroci
individualisti. È vero che spesso sono troppo conservativi e rifiutano
le nuove idee per principio, ma è molto difficile convincerli a
complottare tutti insieme per affossare un'idea che sanno essere giusta.
Quindi, possiamo tranquillamente scartare l'idea che cose come - per
esempio - il riscaldamento globale siano il risultato di un complotto
politico per renderci schiavi delle multinazionali. Un complotto del
genere dovrebbe coinvolgere tutti i climatologi mondiali e questa è una
cosa che proprio non ci sta.
Domandatevi quale sia l’interesse di chi vi parla: di solito
guadagnare e/o farsi pubblicità, e spesso desiderio di affermazione,
sono le cause principali di molte bufale.
Riassunto ed adattato da qui: http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=169&Itemid=100
In ogni caso ricordate che la scienza non può spiegare quello che non esiste!

Una regola d'oro ed alcune considerazioni
Per fare una affermazione sensata e non fantasiosa bisogna evitare accuratamente di fare deduzioni da premesse arbitrarie e non verificate, perché questo porta lontanissimo dalla realtà. Ma di fatto, la deduzione da premesse arbitrarie e non verificate è pratica comune, spesso perfino da parte di chi critica l'esistenza di un fenomeno.
Inoltre, spesso sia l'ipotesi da cui si parte che la tesi a cui si arriva, sono entrambe inosservate, ed entrambe inosservabili anche in linea di principio: questo rende totalmente inutile affermare certe cose.
Partire da fatti inosservabili per dimostrare altri fatti inosservabili: cioè, aria fritta.
A parte i casi dove le persone credono in una bufala come se fosse una religione, e qui ci vorrebbe l'intervento di uno psicologo, chi non vuole riconoscere la falsità di una cosa, nonostante il suo sbugiardamento, preferisce illudersi di far parte di una élite di illuminati che crede di aver capito tutto del mondo a differenza di altri miliardi di persone, piuttosto che accettare la realtà e ammettere di essersi bevuto le vaccate megagalattiche di quattro svalvolati ignoranti come capre.
Ah, un'ultima cosa: se si crede al primo contaballe che diffonde falsità su internet, cosa si farà poi nella vita vera, dove c'è gente che di mestiere truffa la gente e non solo con innocue bufale misteriche?
Si entra in una mentalità ascientifica e poco critica seguendo idee ridicole ma inoffensive per finire nella trappola dell'ignoranza totale rischiando di essere vittime di gravi truffe.
Oltre tutto ciò, molte affermazioni nel campo dei misteri, ma anche molte affermazioni in campo religioso, appaiono come quelle affermazioni che non possono essere sottoposte al test dell'esperienza e che dunque essendo asserzioni non falsificabili, non hanno alcun valore di verità, per quanto possano ispirarci o stimolare il nostro senso del meraviglioso.
Poi sulle bufale non ci può essere un confronto di idee ed assimilare la cosa ad uno scambio di idee, non stiamo parlando di fede o di gusti, ma si parla di fatti reali e pertanto soggetti ad oggettività scientifica, per questo motivo la differenza consiste in chi sa e chi non sa o proclama cose false, non in tizio pensa questo e caio quest'altro.
Non si può negare che troppa gente sembra incapace di comprendere come stanno realmente le cose,cioè che luoghi come internet sono pieni zeppi di bufale costruite ad arte per attirare l'attenzione dei navigatori, senza contare una presenza massiccia di ciarlatani, pazzoidi e gente desiderosa di attenzione che cerca in ogni modo di diffondere bufale, le quali immancabilmente trovano persone che ci credono e che sono perfino disposte a diffonderle ulteriormente e perfino difenderle da chi a queste bufale proprio non ci vuole credere.
Il mondo è pieno zeppo di giornalisti, ricercatori scientifici ed associazioni che fanno di tutto per trovare nuove cose che vanno oltre quelle conosciute, che sia qualcosa non ancora noto alla scienza o qualcosa di pericoloso, pertanto se ci fosse qualcosa di vero, sopratutto oggi nell'era della comunicazione globale, vedremmo tali fatti sbandierati ai quattro venti in telegiornali, quotidiani, riviste, convegni scientifici, istituti di ricerca, associazioni varie, programmi televisivi, ecc.
In pratica se una certa cosa fosse vera avremmo un'attenzione costante di tutti i media e del mondo degli esperti scientifici, perché questi settori non aspettano altro pur di attirare lettori/telespettatori o per ottenere fama e soldi grazie a nuovi fatti.
E, come dimostra la realtà, non esiste forza che può impedire a questi settori di occuparsi di qualsiasi argomento: ma è ovvio che non si occupano di fatti falsi, o almeno questo accade solo raramente.
Si possono quindi tranquillamente scartare tutte quelle cose che se fossero vere le vedremmo molto presenti sui media come telegiornali e quotidiani.
Infine, visto che il proliferare indiscriminato delle bufale su internet ha raggiunto livelli estremi, addirittura si finisce per concludere quello che segue: tutto ciò che si legge sul web va automaticamente considerato una sciocchezza fino a prova contraria.