Il sogno dei complottisti: Complottisti contro Debunkers 1:0

 

 

Tratto da: http://brrrainblog.blogspot.com/2009/02/complottisti-contro-debunkers-10.html

 

È questo, grossomodo, il sogno di quella parte del mondo internettiano (ma non solo) che si definisce comunemente "cospirazionista".
Eppure c'è ben più di un errore in questa concezione dei termini del problema.
Per capirci qualcosa, facciamo un passo indietro e cominciamo dai concetti di base.
Osiamo pure e partiamo dalla cosiddetta "Verità Ufficiale":
- JFK fu ucciso da Lee Harwey Oswald.
- Neil Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sulla luna.
- L'11 settembre è stato un attentato ideato ed attuato da una organizzazione terroristica di nome Al-Quaeda.
- Le scie che gli aerei in volo tracciano sui nostri cieli sono solo acqua e poco più.
- Il signoraggio è un normale meccanismo reddituale legato alla politica monetaria e non fornisce sovraredditi extrabilancio.
Eccole qui, riunite, le affermazioni più comunemente contestate dal mondo cospirazionista.
Perché? Semplicemente perché sono cose grosse, eventi eclatanti, fatti che, a prima vista, possono apparire così clamorosi da non poter essere autentici, da richiedere spiegazioni più fantasiose e diverse da quelle comunemente accettate e accertate.
Ecco dunque che qualcuno mette in dubbio le ricostruzioni della storia, delle indagini giudiziarie e della scienza.
A volte quel qualcuno parte dall'assunto che queste ricostruzioni siano fallaci a priori e a prescindere dal contenuto delle indagini.
A volte quel qualcuno giunge a sostenere le sue posizioni al di là del ragionevole, in modo acritico e fideistico.
Ecco quel qualcuno prendere un nome particolare: cospirazionista.
Cospirazionista, in quest'ottica, è un po' sinonimo di daltonico.
Di colui che tenta di osservare i colori del mondo ma non ne ha i mezzi.
E allora, non potendoli percepire, assegna ai colori dei significati che non hanno, delle chiavi interpretataive di assoluta invenzione.
E' un approccio a volte maniacale, che spinge a intravvedere forze oscure dietro ad ogni accadimento.
Qualcuno dice che questo appellativo abbia un che di insolente.
Qualcuno dice che la categoria meriterebbe nomi più altisonanti: "Ricercatori della Verità", amano autodefinirsi.
Si dibatte, spesso, di libertà di parola, di apertura intellettuale, dimenticando che la libertà di parola non è libertà di manipolazione e che l'apertura intellettuale non deve essere passiva accettazione fideistica priva di riscontro.
E quando la ricerca del complotto ad ogni costo si getta nella fantasia priva di prove e di coerenza razionale è facile sconfinare nella disonestà intellettuale.
Non si ricerca una soluzione alternativa, una spiegazione coerente.
Ci si limita ad evidenziare ed ingigantire fino al parossismo qualsiasi dettaglio possa svolgere il ruolo della "smoking gun" nei confronti della "verità ufficiale" di turno.
Si ricorre al gioco dialettico, alla selezione delle informazioni.
Addirittura non è infrequente assistere ad autentiche manipolazioni dei dati disponibili.
Ecco la natura dell'accezione insolente, se vogliamo.
Ma è un'etichetta, questa, che i cospirazionisti si appiccicano da soli.
Ma chi mai possono essere i componenti della squadra avversa?
La risposta è più semplice e più disarmante di quel che si può pensare: nessuno.
Già, perché non di una tenzone sportiva si tratta, non di una gara dialettica, non di un dibattito politico.
Non può essere una partita di pallone, perché non c'è omogeneità di metodi, di regole, di fini.
E l'esistenza stessa del concetto di "debunker" è legata al presupposto che vi sia qualcosa da sottoporre a verifica, coi metodi propri della ragione e della scienza invece che della fantasia e della fede cieca.
Qualcosa da smontare, debunkare, appunto.
Nessuna sfida, nessuna partita al calcetto della Verità.
Solo il tentativo di scremare le affermazioni di chi nega le evidenze della Storia e della Scienza in nome del preconcetto e di un malinteso senso comune.
Ciò che è in gioco in questa diatriba non è un risultato favorevole ma una cosa sola: la Verità.
E la verità è una sola.
Quella che lascia le sue tracce scolpite tra i reperti autoptici di JFK, tra le rocce che gli astronauti hanno riportato dal nostro romantico satellite, tra le analisi del NIST e il DNA delle vittime dell'11/9, tra le gocce di carburante dei serbatoi dei velivoli che solcano i cieli, tra le evidenze di bilancio delle banche centrali.

 

 

Mitizzare gli USA nei complotti

 


Il complottismo attuale si muove in un un'unica direzione: la diffamazione ideologica degli Stati Uniti d'America. Sfortunatamente tale "imprinting" ha generato delle persone con forti sentimenti anti-cristiani e anti-americani.
A ciò si è aggiunto un tale odio politico che è di tipo integralista il quale offusca la visione reale delle cose.

 

Uno dei temi psicologici ricorrenti del complottismo è la visione mitica della potenza degli Stati Uniti (che sono quasi sempre il cattivone di turno).
Gli USA sono infallibili, hanno tecnologie sofisticatissime e sono capaci di qualunque nefandezza. Soprattutto organizzano sempre complotti ad altissimo rischio di fallimento, nei quali non sbagliano mai e non va mai storto nulla.

 

I complottisti spesso mitizzano gli USA nei complotti, perché (forse a causa di troppi film e telefilm) sono così succubi e uniformati al pensiero dominante hollywoodiano, da non riuscire a credere che l'America possa sbagliare, ricevere un attacco in casa, prendere una decisione sbagliata e così via.

Ecco qualche esempio:
 

- La Luna? L'America è TROPPO FORTE E IMBATTIBILE, COME SI VEDE NEI FILM e può permettersi il lusso di una messinscena che ha convinto i russi e tutto il mondo.
- 11 settembre? L'America è TROPPO FORTE E IMBATTIBILE, COME SI VEDE NEI FILM perché qualcuno possa anche solo pensare attentati sul suo suolo. Quindi se li è organizzati da sola fregando tutto e tutti.
- Extraterrestri? L'America è TROPPO FORTE E IMBATTIBILE, COME SI VEDE NEI FILM, quindi sicuramente sa che vivono tra noi, fa patti con loro e frega tutto e tutti facendo finta di niente.
- Scie Chimiche? Non si sa cosa sono, se esistono o no, a cosa dovrebbero servire. E quindi? E' sicuramente una cosa americana, perché l'America è TROPPO FORTE E IMBATTIBILE, COME SI VEDE NEI FILM e quindi frega tutto e tutti.
 

Amico complottista, l'America ti ha fregato eccome! Perché nel tuo inconscio sei GIA' convinto che NIENTE PUO' SUCCEDERE AL MONDO CHE POSSA FAR DANNO ALL'AMERICA, e che l'America è TROPPO FORTE E IMBATTIBILE, COME SI VEDE NEI FILM.
Quindi, amico complottista, sei convinto di manifestare il tuo antiamericanismo con i complotti... mentre sei tu il sostenitore USA che porta avanti in ogni modo l'idea della Super America contro cui niente e nessuno può nulla... E questo pensiero è ESATTAMENTE ciò che Bush ha cercato per 8 anni di esportare nel mondo; nessuno può battere l'America, e se SEMBRA che qualcuno ci riesca, allora è sicuramente ANCORA PIU' americano.
Tu, amico complottista, sei quindi un suo prodotto, un suo grande successo. E ogni parola che scrivi su America e sionismo, ogni commento che aggiungi ai blog complottisti... aumenti di un pochino il "dominio" che credi di combattere!

 

Sono quindi evidenti le conseguenze di questa mentalità complottista. Ma imperterriti i complottisti continuano a fare ragionamenti che se interpretati portano a conclusioni idiote del tipo:

Gli Stati Uniti sono onnipotenti, onniscenti, imperscrutabili, insuperabili, infallibili e indistruttibili, quindi se gli succede qualcosa vuol dire che per forza se lo sono autoinflitto. Gli USA sono in grado tramare complessissime vicende che attraversano il mondo intero e coinvolgono esponenti di tutto il mondo tenuti accuratamente a libro paga – politici, giornalisti, forze dell'ordine, spie, tecnici, media, testimoni oculari. Roba di una grandiosità incredibile. Contemporaneamente però sono grossolani e ciabattoni e si lasciano dietro un'enorme scie di sbagli ed errori che chiunque, da casa sua, può tranquillamente smontare navigando sui siti internet senza alcun bisogno di esperti, letture dei rapporti, consulti, competenze specifiche....

 

Ah, infine è utile evidenziare che la politica estera americana non è certo volta alla distribuzione omaggio di rose fiorite.....esattamente come quella di ogni altro paese sulla terra: ed è questo che spesso sfugge al lettore disattento dei fatti della cronaca.

Inoltre, gli Stati Uniti non brillano certo per efficienza, contrariamente all'immagine fantasiosa che molti hanno, non è un caso che durante gli attentati dell'11/9 si siano verificate delle gravi inefficienze in diverse parti coinvolte ma il complottismo delirante ha decisamente oscurato tutti questi aspetti. D'altronde, la frase migliore sulle teorie 9/11 l'ha detta Bill Maher: "Sapete perché sono sicuro che 9/11 non è stato un atto concepito dal governo Bush? Perché ha funzionato."

 

È bene tenere presente che anche le super-potenze sono estremamente vulnerabili agli atti criminali dei singoli o dei piccoli gruppi, non sono delle divinità onnipotenti che riescono a controllare e a bloccare ognuno dei 7 miliardi di abitanti della Terra.

Infatti. la storia e le cronache degli ultimi decenni ci insegnano che spesso una singola persona, o un piccolo gruppo, hanno la capacità di procurare danni enormi.

Nel 1995, il terrorista americano Timothy Mc Veigh uccise 168 persone e ne ferì più di 680 a Oklahoma City. Anders Breivik ha seguito il suo esempio. Un piccolo gruppo di terroristi arabi ha causato la strage di massa dell'11 settembre. Persino Richard Reed, quello dell'esplosivo nelle scarpe, poteva diventare un killer di massa se non fosse stato scoperto in tempo. A causa sua, dal 2001,sono aumentate le misure di sicurezza negli aeroporti e milioni di viaggiatori sono costretti a fare esaminare le loro scarpe. L'affare Wikileaks è un altro ottimo esempio di come i sistemi complessi siano vulnerabili, come lo sono gli hackers che hanno seminato devastazione nei computer delle grandi organizzazioni.
 

 

Il complottismo come una setta religiosa

 

 

<< Un paranoico è un paranoico, tanti paranoici sono una religione. >>

 

Uno degli aspetti principali, se non il principale, della mentalità complottista è megalomania mescolata ad arroganza, presunzione e complesso di superiorità. Ad esempio, siccome il complottista non ha mai notato una cosa oppure non la capisce, allora faccenda è curiosa, se non sospetta, e sicuramente parte di un complotto.
Se una persona normale non ha mai notato una cosa o non la capisce, invece di trarre conclusioni complottistiche cerca di informarsi presso fonti serie o veri esperti di un dato settore, ed in questo modo otterrà spiegazioni che spazzeranno via qualsiasi dubbio.

Il complottista invece si pone la domanda ma non cerca una risposta seria, si ritiene di essere talmente esperto da poter interpretare da solo la presunta anomalia, evitando accuratamente le spiegazioni dei veri esperti della materia che anzi verranno accusati di essere incompetenti o parte di un complotto per nascondere la verità.
Addirittura il complottista escluderà, anche con rabbia, tutte le spiegazioni compatibili con quelle degli esperti, definendo disinformatori o ignoranti chiunque gli venga a spiegare come stanno in realtà le cose secondo i veri esperti.
Ovviamente, la posizione del complottista è facilitata dall'esistenza di altri complottisti che fanno comunità ed appoggiano le stesse fantasie complottistiche.

Questi soggetti sono il bersaglio preferito dei ciarlatani, cioè di guru del complottismo che diffondono falsità su falsità, essendo ben consapevoli di diffondere cose false e di tacere l'esistenza di informazioni che smontano le loro tesi.

I complottisti accettano facilmente le falsità dei ciarlatani dato che non sono in grado di verificare le loro falsità e rifiutano le spiegazioni dei veri esperti del settore: si tratta di una condizione ideale per cadere nelle bufale dei peggiori ciarlatani in circolazione.
Il terreno di battaglia ideale dei complottisti è l'ignoranza: più il loro pubblico ignora i dati di fatto relativi ad un evento, più è facile convincerlo che un fatto non può essere andato così come è riportato dalla storia o dalla scienza.
Non bisogna sottovalutare le capacità di inganno dei ciarlatani, i quali sono molto abili nel confezionare falsi su misura per i complottisti. I sostenitori delle teorie complottiste sono estremamente abili nel confezionare e proporre informazioni false o distorte e nei dibattiti e confronti riescono ad avere la meglio su giornalisti, ospiti e commentatori che non siano adeguatamente preparati.
D'altronde smontare il pensiero complottista con argomenti razionali è impresa vana: è certo che pure questi ultimi saranno inglobati nelle teorie cospirazioniste.

Lo stile narrativo delle teorie del complotto seduce la mente di chi se ne appassiona, e forzando leggermente la mano si fa diventare il complottismo un sistema di credenze.
Come ha detto lo specialista in neuroscienze Pierangelo Garzia, quando la maggioranza della gente non sa dare spiegazione o trovare soluzione di un fatto avvenuto, il complottista può affermare convito il suo primo e principale comandamento: «Io so cosa e come è avvenuto!».
Questo è anche uno dei motivi per cui leader di sette, guru e santoni di moderne fedi apocalittiche o paratecnologiche, infarciscono i propri sermoni e testi di teorie complottiste. Come dire: diventa mio seguace, e ti metterò a parte di segreti che i più non conoscono, né lontanamente sospettano. Non solo: ti metterò in condizione di non esseresuccube dei complotti che i governi e i poteri occulti stanno ordendo contro le masse.
Quindi: conoscendo i complotti in atto e come fronteggiarli, farai parte di una élite di sapienti, resistenti alla manipolazione e al controllo mentale. Peccato che il seguace sfugge dalla padella del presunto controllo mentale delle masse, per finire nella sicura brace del complottista-guru.

Molti profeti o pseudoscienziati, senza nemmeno un titolo di studio o con una formazione assolutamente distante da quella degli argomenti su cui scrivono, si autoproclamano "ricercatori indipendenti" e inondano la rete di spazzatura. Il termine "ricercatore" in questo caso è autoreferente. Non vuol dire nulla, anzi vuol dire che cerchi qualcosa ma senza titolo per farlo.

A costo di ripeterci, bisogna sottolineare che tutta una serie di fattori finiscono per far cadere il complottista in uno stato paragonabile a quello di un seguace di una setta religiosa, basta semplicemente verificare come reagiscono davanti ad informazioni e personaggi che smontano le loro tesi.
I complottisti sono una vera e propria setta che usano in massa la persuasione e il condizionamento sui loro adepti, e fanno passare tanti tormenti a quelle poche persone senzienti che cercano di uscire dal loro gregge di manipolatori. Lo stesso accade per persone colpevoli di non condividere le enormi sparate complottistiche e sensazionalistiche.

La colpa è esclusivamente di chi dà credito alle affermazioni complotistiche sostenute, non da esperti o studiosi seri, ma da farlocchieri, da ciarlatani, da diffusori di sensazionalismi vari tramite blog, forum o video circolanti su YouTube, lasciandosi condizionare da persone che credono in modo convinto in queste assurdità, d'altronde certa gentaglia priva di scrupoli  ormai domina ampi spazi della rete, YouTube e Facebook in primis.

 

Come anche hanno sottolineato medici che hanno a che fare con questa gente, il complottista che crede in certe teorie è tanto pervaso dalle sue idee che le ritiene oggettivamente credibili. È quello che succede nella fede religiosa. Non ha senso ed è inutile "convincere" o "spiegare fatti di fede" poiché la credenza è profonda, intima, niente e nessuno potrà eliminarla. Da questo punto di vista il complottista può essere definito anche come "fanatico": non ha mezzi termini, il suo ideale è corretto, quello di chi lo nega è marcio, perverso e falso.
Chi crede senza vere prove, crede per fede: è impossibile smontarli razionalmente. Una certezza non basata su fatti reali, risulta inattaccabile dai fatti reali stessi.

Riguardo al complottismo comunemente detto è forse più adeguato il termine di pseudoparanoia che si differenzia dalla paranoia perché quasi sempre si esprime non con pensieri paranoici personali ed intimi ma con l'adesione a gruppi guidati da paranoici per ignoranza, mancanza di cultura o problemi di relazione e razionalità. Ci si affida insomma ad un "guru" che condiziona con la sua mancanza di adesione alla realtà, i suoi adepti.

 

Lo psichiatra e studioso di psicologia dell’inganno Matteo Rampin (che si occupa anche di psicologia della truffa) ha detto: «La Rete potenzia tutto questo, perché incoraggia alla superficialità di analisi, inibisce la critica (anche a causa del soverchiante numero di informazioni), raccoglie e convoglia dati in modo indiscriminato, propaga notizie innescando una ripetizione che è in se stessa persuasiva (una cosa ripetuta molte volte diventa “vera”), sfruttando il meccanismo dell’ipse dixit (una cosa è vera se la dice la televisione, o se la dice il Web), ed è un terreno fertile per tutte le tecniche di distorsione della verità messe a disposizione dal linguaggio».

 

 

C'è anche da aggiungere che il complottismo svolge di fatto una funzione non troppo dissimile dalla religione nella spiegazione della causalità degli eventi.

Come molti hanno sottolineato, il motivo alla base del complottismo è il bisogno dell'uomo di credere in qualcosa di gigantesco, irrazionale e incomprensibile per dare una spiegazione alla propria impotenza di fronte a tutto quello che gli succede intorno e su cui non ha alcun potere.

Una volta c'erano divinità come Zeus e Manitù, poi andando avanti è arrivato Dio che si è trovato a lottare con il sapere scientifico che ne ha limitato il campo d'azione, ma è sempre rimasto quel bisogno atavico, a cui la cultura laica ha risposto con le ideologie e, più avanti, col complottismo. Siamo nei reami della superstizione e del dogmatismo accettato acriticamente.

Crisi economiche, carestie, pestilenze, guerre, squilibrio enorme fra potenti e pezzenti, ingiustizia e iniquità. Perché? Scegliete la risposta:

- Zeus e Manitù lo vogliono!
- Le vie del Signore e il Mistero della Fede.
- Tutta colpa dei capitalisti/comunisti.
- Tutta colpa del governo ombra, illuminato, massone, ebreo, rettiliano, scie chimiche, signoraggio, ecc. ecc..

Ognuna di queste soddisfa il bisogno di cui sopra, a seconda delle epoche e delle credenze individuali. Non solo, soddisfa pure il bisogno di sentirsi automaticamente dalla parte giusta, moralmente ok. Lo fanno spesso gli adepti dei principali monoteismi moderni come i fan delle principali ideologie: "noi siamo quelli bravi e corretti, i giusti, voi no e fate andare tutto al macero con la vostra corruzione".

Il complottismo si inserisce agevolmente nel mucchio e distoglie l'attenzione dal fatto portandola all'opinione sul fatto, in ottica del tutto strumentale ai propri fini. Il vero o il falso spariscono dall'orizzonte: dando per scontato che la Verità Ufficiale sia falsa e dunque l'Ufficialità mendace, aderire al complottismo pone dalla parte del Sincero e quindi del Giusto. Peccato però che la fisica dei fatti sia invariante rispetto alle opinioni sui fatti, ma d'altronde, nei casi in cui il complottismo sconfina nella malattia mentale, per quanto ci si prodighi a dare una risposta ai dubbi del complottista, essa non sarà accettata, a prescindere!

 

 

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