Il complottismo

<< Il complottismo non è una teoria, è una fede a cui piegare ogni prova o indizio. >>
<< I complottisti nascondono la verità. >>
Inventare e far diffondere un complotto è molto semplice, dato che molte persone sono disposte a credere anche in cose molto gravi senza fare alcuna verifica: di conseguenza, basta fornire informazioni false o manipolate per creare un complotto di successo, sopratutto se si usano meccanismi psicologici oramai collaudati.
Ad esempio, come l'ABC della bufala ci insegna, se si vuole creare un complotto di successo bisogna far leva sui sentimenti, sui pregiudizi, sugli odi, le paure. Oppure, si afferma l'esistenza di una data "verità nascosta" (un fatto) e si svincola sull'esistenza di gruppi di potere (i cattivi) che non vogliono che tu sappia che esistono queste cose (cospirazione) ma a questo punto tu ,anche se sei piccolo, sai la verità! In questo modo passa qualsiasi cosa, ed il fatto non viene più verificato correttamente, la maggioranza delle persone non chiederà neanche le prove, figuriamoci controllarle. La cosa interessante è che funziona con qualunque affermazione!
Spesso in un complotto non è necessario neanche creare prove false o manipolate, cioè non occorre più far finta di provare ciò che si afferma: basta l'esistenza del complotto, che vale anche come jolly. Non ci sono prove dell'affermazione? Le ha nascoste il complotto. Ci sono delle prove che smentiscono l'affermazione? Le ha create il complotto. E così via: il complotto si auto-dimostra e dimostra qualunque affermazione.
Il problema è che queste bufale non sono innocue e, al di là degli aspetti secondari, il complottismo trascina le persone in un mondo distante dalla realtà, con degli effetti preoccupanti sulla salute mentale di chi davvero crede nelle falsità del complotto. Ma andiamo per ordine.
Ci sono persone che per denaro, per fama, per stupidità, per paranoia e per
creare disinformazione, diffondono e creano complotti di ogni tipo, che vengono
molto seguiti.
Il complottismo (o cospirazionismo) è uno schema mentale applicabile a qualunque evento, che può
però avere risvolti patologici, ed è seguito da molte persone che vogliono
trovare un complotto o un mistero dietro ad ogni cosa.
Di fatto è possibile inventare un complotto su qualsiasi cosa, ed è una operazione ancora più agevole se si falsificano le informazioni proposte, senza contare che quanto più ridicolo sarà il complotto, ad esempio perché inventa le informazioni facenti parti del complotto, tanto meno ci saranno persone disposte ad intervenire per smentire quello che ritengono deliri di pazzi o di ciarlatani, poiché considerano tempo perso fare simile cose.
Una delle caratteristiche comuni a tutti i complotti è che chi si pone come capo/divulgatore di un complotto è sempre in malafede, cioè mente sapendo di mentire, e questo è stato dimostrato per tutti i capi sostenitori di tutti i complotti. Invece, non è lo stesso per i seguaci di questi personaggi, che nella quasi totalità dei casi sono "a loro modo" in buona fede, seguendo un preoccupante schema psicologico che li fa cadere in una gabbia da dove è difficile uscire.
Molti sono i blocchi mentali che causa il complottismo, si va dall'impossibilità di ammettere che il proprio pensiero sia sbagliato all'impossibilità di ammettere di non essere più intelligenti e furbi degli altri. A molti complottisti se viene tolta la convinzione della loro paranoia non gli resta nulla: "la mia vita va male per colpa di altri" è una scusa perfetta per non dover ammettere le responsabilità, non possono mettersi in discussione rischiando di aver torto, devono aver ragione e accettano solo chi non li mette in dubbio.
Uno degli aspetti più inquietanti del complottismo è che di solito fa cadere le
persone nella paranoia patologica più pura.
Ad esempio, definito l'assurdo assunto che a far crollare il world trade center
sia stato un gruppo di americani o sionisti, il resto delle macchinazioni viene
da se, in un crescendo parossistico che si nutre di se stesso. Se la guerra del
terrorismo è inventata, allora tutto il resto è un invenzione… Ciò che accade,
allora, è che la posizione viziata da un errore di prospettiva comincia a
divergere sempre di più dalla realtà, rileggendo la realtà stessa secondo una
lente interpretativa prestabilita.
In sostanza, il complottismo finisce sempre per sfociare in deliri di
complottisti, e quando uno ha un delirio, anche tutto il resto della realtà
piano piano viene re-interpretato per sostenere il delirio.
La cura migliore per questi personaggi è un bagno di realtà. Fino ad allora,
qualsiasi appello alla ragione sarà respinto; perché non è con la ragione che
sono arrivati alle loro conclusione, e quindi non sarà la ragione a riportarli
alla realtà.
È di fatto impossibile convincere i complottisti con argomenti razionali,
confutando una ad una le loro argomentazioni: in primo luogo perché si tratta di
un compito improbo, che richiede enormi competenze a tempo pieno; in secondo
luogo perché i complottisti riescono sempre a reinterpretare ogni fatto in modo
da renderlo compatibile con il loro schema delirante. Fermo restando che gli
studiosi ed i ricercatori seri generalmente si rifiutano di scrivere qualcosa
per screditare le teorie complottistiche perché vengono considerate troppo
stupide per perderci dietro del tempo.
I complottisti respingono ogni dimostrazione della falsità delle credenze complottiste: ciò viene considerato da loro come parte di una ulteriore cospirazione volta a nascondere "la verità". Siamo di fronte ai classici meccanismi di difesa della visione paranoica: quando emerge un fatto che mette a repentaglio l'integrità della visione, invece di porsi il dubbio di essersi sbagliati si inventa un'ulteriore cospirazione che isoli e neutralizzi il fatto pericoloso. E in questo modo la cospirazione, e il numero degli organizzatori e persecutori, aumenta sempre più, a dismisura.
I complottisti osservano e scovano (a loro parere) contraddizioni ovunque nella
tesi "avversaria", ma non si accorgono delle contraddizioni e delle assurdità
delle proprie tesi: questi sono sintomi tipici della paranoia delirante.
Spesso il complottismo si basa sul tararsi su un bersaglio, che si considera
come il male a prescindere. Ci si indirizza verso dei bersagli da abbattere a
tutti i costi. È questo che rende i complottisti attraenti, soprattutto alla
massa (ma non solo), che è sempre alla ricerca di un colpevole o di una causa
ultima definitiva dei guai del mondo, eliminati i quali tutto si risolve. E se
non si risolve, allora vuol dire che "qualcuno di quelli" deve essere ancora in
giro da qualche parte e l'eliminazione non è riuscita bene.
Tra l'altro, da un punto di vista razionale, questi grandiosi complotti
dovrebbero essere tanto più facilmente scopribili, quanto più numerose sono le
persone coinvolte. Alla lunga, qualcosa dovrebbe saltar fuori. È impossibile che
non lascino tracce per decenni o secoli. Invece, ci si fa caso, di nessuno dei
tanti vasti complotti della storia in cui credono i cospirazionisti (quello
massonico, quello mondialista, quello delle multinazionali, quello dell'Opus
Dei, quello giudaico, ecc.) è mai saltato fuori uno straccio di prova: una
confessione circostanziata, un documento scritto o qualcosa del genere. Tutto
ciò è incompatibile con le secolari esperienze accumulate nel campo
dell'investigazione poliziesca e giudiziaria....
Il complottismo assolve ad un bisogno umano importante. Quando la realtà
contraddice platealmente le proprie convinzioni più radicate (ad esempio, che
gli imperialisti americani e i sionisti ebrei siano la causa di tutti i problemi
del mondo), allora non rimane che costruirsi una propria realtà parallela in cui
tutti i fatti "veri" sono segreti e nascosti ai più.
In America la Società psichiatrica americana è ad un passo dall'includere nel
novero delle patologie psichiatriche, come paranoia, l'idea
complottista-cospirativa della storia e della politica, quella che insomma
dubita delle verità ufficiali (tipo quelle fornite dal governo sull'11
settembre) e vede il mondo governato da una élite che sta dietro le quinte.
Non a caso il mondo dei complottisti è per lo più composto da gente che va in
cerca di occulti manovratori e complotti, come malata e bisognosa di
psicofarmaci.
Ed ovviamente ci sono anche tantissimi furbi. Il complottismo paga, perché ad
esempio permette di guadagnare su libri, gadget, banner e DVD, e appaga, perché
crea seguaci; si diventa guru. E diventa chiaro perché questo tipo di bufale
persistono: sono un business.
Ma perché ci sono anche persone che spacciano fatti falsi per reali senza
guadagnarci un euro? Perché il prestigio (e il potere) che si ottiene
convincendo gli altri di certe bugie mirate è forse ancora maggiore di quello
che si può avere col denaro.
Le persone che non sono paranoiche non hanno dubbio che il complottismo di fatto
sta spostando l'attenzione lontano dai veri problemi e dai veri complotti: una
cosa che è più dannosa di quanto si possa pensare.
Tuttavia, quella dei complottisti è la tipica strategia di invenzione notizie per mantenere un clima di paura e terrore, di influenza mentale su persone più deboli anche solo per gratificare la sua malsana necessità di apparire, di non sentirsi un signor nessuno.
È molto significativo sottolineare che i complotti riguardano degli argomenti così importanti che se fossero veri ne parlerebbero tutte le televisioni e tutti i giornali, nonché tutti gli specialisti in grado di riconoscere gli elementi del complotto. Se non ne parlano vuol dire che il complotto non esiste, è molto semplice!
Secondo i complottisti, ci sono due giustificazioni molto stupide al fatto che non ne parlano.
La prima giustificazione dice che I giornalisti e gli esperti sono così stupidi o ignoranti che non sono in grado di capire l'esistenza del complotto. In realtà, i giornalisti e gli esperti sono decine di migliaia, cercano continuamente nuove notizie da dare ma verificano l'attendibilità delle cose prima di parlarne, e chiaramente se una cosa è falsa non possono pubblicarla perché questo distruggerebbe la loro carriera e la loro attendibilità di giornalisti o esperti.
Inoltre, gli esperti hanno una grande preparazione in materia, infinitamente maggiore di quella dei complottisti, e sanno a buon ragione che certe cose non esistono e quindi giustamente non ne parlano. E poi i complotti puntano sempre su cose sensazionali, che se fossero state vere sarebbero per forza maggiore esse state rilevate dagli esperti e dai giornalisti di tutto il mondo.
Pensare che i giornalisti e gli esperti di tutto il mondo siano stupidi e incompetenti è da pazzi.
Un'altra giustificazione dei complottisti sul fatto che non ne parlano è che i giornalisti e gli esperti di tutto il mondo non possono parlare di certe cose perché i potenti interessati nel complotto impediscono loro di farlo. Questa è forse ancora più stupida delle precedente, perché tutti sanno che in una società globalizzata come la nostra chiunque può diffondere le prove di qualsiasi complotto senza che nessuno lo possa impedire, ad esempio tramite internet. È ovvio che se si tratta di prove false i giornalisti e gli esperti non daranno peso a queste cose!
Ma non solo: la realtà dimostra che i giornalisti e gli esperti sono liberi di dire quello che vogliono, ed infatti sono frequenti attacchi diretti, accuse anche pesantissime verso le persone più potenti della nazione o del pianeta. E spesso si tratta persino di attacchi ingiustificati frutto di opinioni personali o di cose basate su indizi Per non parlare di pericoli quasi inesistenti che vengono ingigantiti al massimo! Veramente più di così non si può!
Quindi, figuriamoci se non si getterebbero a capofitto su un complotto se ci fosse un qualcosa di minimamente reale sotto, e figuriamoci se non se ne potrebbe parlare liberamente, visto tutto quello che si pubblica. Ovviamente le cospirazioni false sono talmente prive di qualsiasi prova veritiera da non meritare l'attenzione dei giornalisti e degli esperti, tantomeno dei media, che invece sarebbero felicissimi di sfruttare cose del genere per attirare lettori, guadagni e popolarità.
Conosco personalmente l'ambiente giornalistico, puoi pubblicare qualsiasi cosa, nessuno te lo impedisce, poi però paghi le conseguenze se hai scritto cose false, e sono conseguenze molto pesanti da pagare.
Differentemente dai misteri o dalla religione, un complotto implica un rischio o un danno verso numerose persone, e quindi giornalisti, media o esperti hanno un fortissimo interesse ad occuparsi seriamente del complotto. Non si tratta di curiosità o di cose di scarso interesse per la gente, ma di minacce. Non si tratta di cose che riguardano UFO o teorie scientifiche o la religione ma eventi drammatici di cronaca, il sistema militare ed economico, la politica e la sicurezza dei cittadini.
In sostanza, la realtà dimostra che le decine di migliaia di giornalisti ed esperti esistenti non parlano delle sensazionali affermazioni complottistiche semplicemente perché non c'è nulla di vero in questi complotti.
Oggi viviamo in un mondo dove chiunque può dimostrare qualsiasi complotto al mondo intero, basta che porti prove veritiere e verificabili: non storie inventate, patetici falsi o interpretazioni distorte dei fatti.
Ma ai complottisti non interessano né le prove veritiere e né i pareri dei veri esperti in materia.
Emerge insomma la pretesa di
cogliere la verità per intuizione, senza dover essere preparati sulla materia.
Anzi, essere preparati è pericoloso: è sintomo di lavaggio del cervello e di
collusione con il nemico. Un modo di pensare comune a tante credenze
parapsicologiche, nelle quali chi ha studiato fa parte della "scienza
ufficiale", è legato mani e piedi dal "sistema" e quindi è inaffidabile. Solo i
dilettanti hanno la purezza necessaria per cogliere "la Verità".
I complottisti non si fidano
degli esperti e ritengono di essere loro sufficientemente esperti per fare le
analisi. Sono
autorità di se stessi.
Di nuovo, insomma, un concetto centrale dei cospirazionismi: non servono gli esperti, basta la saggezza del popolo, che è suprema. È questo uno dei pilastri principali delle bufale più assurde che circolano da anni.
E non solo, i sostenitori dei complotti, non raccolgono mai vere prove, è questo
il problema di fondo del cospirazionismo: tante parole, tante congetture, ma
fatti zero. Loro sparano la loro teoria e poi si aspettano che siano gli altri a
sbattersi per sbugiardarla.
Per i sostenitori dei complotti non servono per forza le prove, basta l'intuito.
L'intuito è quella bella cosa che per secoli ha fatto dire che la Terra era
piatta e che la volta celeste era una struttura solida (donde il nome).
Di conseguenza, tutti coloro che studiano approfonditamente una materia invece
di affidarsi sublimemente all'intuito sono considerati da loro come cialtroni o
partecipanti al complotto cattivone per nascondere la verità.
E secondo i complottisti, la libertà di espressione funziona nel modo seguente,
come ci ricordano gli specialisti in materia di perle complottistiche.
Loro sono liberi di insultare, diffamare e calunniare chiunque. Scrivono,
parlano, realizzano film per sostenere che gli astronauti sono bugiardi
truffatori, che le forze di polizia mettono le bombe per inventarsi la minaccia
terroristica, che i piloti civili avvelenano la nostra atmosfera irrorandola di
scie chimiche, che i magistrati sono complici del grande complotto e quindi
coprono ogni misfatto, e così via.
Se però provate a criticare un complottista o a ridere delle sue buffonate,
tosto si inalberano e vi contestano che non potete farlo e minacciano di
querelarvi o denunciarvi. La libertà di espressione per voi non vale.
Insomma, il complottista - sicuro di compiere una missione profetica che gli
assicurerà un posto nella storia dell'umanità - ha il diritto di dire ciò che
gli pare e nega a chiunque altro la stessa possibilità.
E guai se lo censurate: siete certamente complici del Grande Complotto.
I paranoici ci sono sempre stati, anche nel passato. È anche vero che in passato non c'era Internet: se un tempo un paranoico gridava di deliri, normalmente veniva liquidato come svitato e finiva lì.
Oggi, però, i paranoici del caso possono comunicare fra loro indipendentemente dalle distanze e organizzarsi in gruppi, il che dà loro una certa autocoscienza distorta ( si pensano cose come: vedi, siamo in tanti, quindi non sono io che deliro), e questa organizzazione dà loro anche una sorta di autorevolezza (l'uomo della strada vede decine di persone che commentano la tesi e pensa che se così tanti ne parlano qualcosa di vero ci deve essere).
Il tutto insomma fa anche capo al fatto che non siamo ancora abituati a gestire un mezzo di comunicazione potente e universale come Internet, non siamo ancora in grado di valutarne la scala, e spesso abbiamo una versione distorta delle informazioni che vi attingiamo.
Fortunatamente la situazione non è ancora degenerata ma siamo (ancora) nella fase in cui la credenza nei complotti è riservata a pochi paranoici e non si impone come credenza generale. Anche se la tendenza della gente cosiddetta "comune" (il classico uomo della strada) a rivelarsi possibilista nei confronti di queste teorie dovrebbe farci preoccupare.
Le tecniche delle bufale complottistiche sono sempre le stesse, e puntano ad un target di creduloni ignoranti in materia, sempre considerando il fatto che qualsiasi cavolata minimamente ben costruita troverà sempre un discreto numero di persone disposte a crederci, non importa quanto sia assurda.
Qual è il modo migliore per sparare una cazzata? Anzitutto rimanere in ambito "tecnico", in modo da poter fare leva sull'altrui ignoranza. Poi, prendersela con un bersaglio facile, di quelli che stanno sulle palle un po' a tutti. Infine, spararla più grossa che si può. Punto fondamentale, perché se la sparate davvero grossa la gente reagirà con un "oh mio Dio!" piuttosto che con un "ma che minchia sta dicendo questo?"
Per non parlare di
tutte le persone che cadono nelle bufala complottistiche vittime di un
meccanismo mentale che tende a semplificare la realtà per poter spiegare
facilmente ciò che non va (o che si pensa che non vada) con una monocausa,
attribuendo ad essa l'origine di tutti i problemi ("è tutta colpa di X").
Tra l'altro, non sorprende il fatto che dietro a molti complotti ci sia la
presenza di personaggi dell'estrema destra. La ricerca del “nemico”, tipica
dell’estrema destra, si concentra di volta in volta su quello considerato “più
pericoloso”, al quale “viene conferito lo status di ‘capro espiatorio’.
Come al solito, è più
facile dare la colpa al grande complotto per fregarci, contro il quale non
possiamo far niente, che impegnarsi a fare qualcosa di concreto nella realtà. Se
il mondo è controllato da potenti che agiscono nell'ombra, diventa inutile
cercare di cambiare il mondo: il cospirazionismo, insomma, è un'ottima scusa per
non fare nulla e dare la colpa agli altri.
Rimangono comunque estreme perplessità su come la gente che crede nei complotti non arrivi a pensare anche alle cose più ovvie, cioè che se fossero veri sarebbero avallati dalle decine di migliaia di esperti esistenti e ne parlerebbero tutti i media. D'altronde sarebbe è impossibile far tacere tutti, sono troppi e la stessa censura si verrebbe a sapere pubblicamente causando scandali mondiali.
Così come è incredibile che questa gente non pensi al fatto che i complottisti fanno centinaia di filmati, articoli e siti dove parlano di questi incredibili complotti, ne svelano i meccanismi e fanno persino nomi, però nessuno gli dice nulla, anzi continuano indisturbati coi loro siti e coi loro video, quando sarebbe facilissimo censurarli tramite intimidazioni o attacchi hacker o meccanismi banali. Ad esempio, una persona chiunque può far censurare un video su youtube sfruttando un meccanismo basato su violazioni si copyright che si attiva anche se non esiste questa violazione, ed anzi porta a volte anche alla cancellazione dell'utente stesso su youtube. Ma invece nessuno censura nulla: per forza, sono cospirazioni inesistenti, i nemici a cui si riferiscono non esistono...
Ma esistono le vere cospirazioni? Se esistono noi non ne sappiamo nulla! Figuriamoci se farebbero trapelare qualcosa, tantomeno sarebbe impossibile che le persone potrebbero tranquillamente fare conferenze, scrivere articoli, fare video su questi complotti reali. Tanto più che bloccarli, anzi censurarli, sarebbe facilissimo, e bisogna pensare che in caso di veri complotti nella storia, si è sempre avuto a che fare con persone disposte anche ad uccidere pur di non fare scoprire nulla.
Insomma, i veri segreti sui veri complotti non vengono praticamente mai a galla, e tantomeno si trovano su siti internet o su youtube.
Un'altra importante nota: non bisogna credere che un complotto sia vero perché nessuno si abbassa a smentirlo: spesso i complotti sono storie fantasiose basate su informazioni inventate, ed a chi è competente in materia il complotto non può che apparire come un delirio ridicolo, pertanto le persone competenti non si abbassano a rispondere ed a smontare queste fesserie complottistiche.
Questo se per certi versi è un errore, in quanto c'è gente che crede a qualsiasi complotto se non smentito, per altri versi c'è da dire che è impossibile andare dietro alle tantissime idiozie complottistiche che nascono in continuazione. Tanto più che molte persone che credono nei complotti non possono essere convinte in alcun modo, niente e nessuno potrà far cambiare loro idea, perché credono al complotto come in un dogma.
È inutile discutere
con questa gente, sono incapaci di accettare la realtà ed anche quando smonti le
loro "prove" ne tirano fuori delle altre che terranno fino alla prossima
smentita, e così via in un gioco che continua fino allo sfinimento. E se c'è
anche malafede da parte dei complottisti allora ignoreranno di proposito
qualsiasi prova che smonta le loro affermazioni.
Fanno notare sbugiardatori come Attivissimo che si può scegliere un altro
approccio: guardare chi fa queste asserzioni e vedere se è qualificato per farle
o sa almeno portare fonti qualificate che le supportino. Perché se le teorie
sono presentate da incompetenti e senza pezze d’appoggio, è abbastanza superfluo
andare a verificarle una per una: se il mio salumiere afferma di aver scoperto
un modo per produrre energia nucleare pulita e dice che Einstein e Newton hanno
sbagliato tutto, quanto tempo devo dedicare ai dettagli delle sue teorie?
I cospiratori sono
come i bambini che si inventano gli amici immaginari, vivono in un loro mondo
fatato dove solo loro sono i depositari della verità assoluta. Il ruolo del
debunker, di fronte a questi elementi, è molto difficile. Bisogna far capire a
chi non vuole capire, bisogna chiedere attenzione a chi non vuole prestare
attenzione e soprattutto si dovrebbe far dire "ho torto" da chi crede di essere
il portatore della verità.
In sostanza, è interessante come l'atteggiamento dei complottisti sia sempre
uguale, in pratica loro sarebbero gli unici che hanno capito come va il mondo,
mentre gli altri sono solo dei boccaloni che credono ciecamente in tutto quello
che gli dicono. Il fatto che siano loro a sbagliare non è minimamente
contemplato da questi strani personaggi, che sono infarciti di nozioni deliranti
prese a casaccio di qua e di là, sopratutto da fonti non affidabili.
Paradossalmente non si rendono conto di essere loro, i boccaloni, che pendono
dalle labbra di personaggi che quando va bene puoi solo definirli bizzarri,
quando invece non sono dei completi idioti con manie di grandezza e con la
voglia di creare una nuova religione per giocare a fare Gesù. Accettano
qualunque cosa, basta che sia alternativa e che non coincida con la "versione
ufficiale", e questo li fa sentire speciali, degli eletti che hanno cognizioni
superiori. Inoltre li rende clienti ideali per qualunque ciarlatano voglia
vendere la sua robaccia, ed ecco che nascono bufale di ogni tipo ed anche
programmi e siti idioti che ne parlano.
Il
complottismo purtroppo non potrà (forse) mai essere debellato, perché si fonda
su un atto di fede. Il punto di vista dei complottisti (anzi, il loro stesso
universo) si basa essenzialmente su due premesse:
1) Qualsiasi informazione proveniente da una fonte ufficiale, specie se
governativa, potrebbe essere falsa (e quindi, per il complottista, *è* falsa di
default)
2) Noi cercatori di verità (perché i complottisti si vergognano a farsi chiamare
complottisti) siamo i più furbi e i più fighi di tutti, perché soltanto noi
abbiamo capito come stanno realmente le cose.
Ed ovviamente, i personaggi del mondo del complottismo fanno presa perché chi li
segue generalmente è più ignorante di loro.
È proprio l'ignoranza in una data materia ad essere la chiave del complottismo,
non a caso l'analisi dei complotti più diffusi dimostra come le basi dei
complottisti, quando non c'è malattia mentale o malafede, siano sempre ignoranza
dei fatti e incompetenza tecnica.
Internet è piena di cretini che diffondono idiozie complottistiche. Contro i
cretini che la fanno da padroni, l’ unica salvezza è avere un minimo di
conoscenze, per cui STUDIATE e vi renderete “quasi” immuni ed indipendenti dalle
FESSERIE complottistiche.
Tuttavia, molte
persone non potranno mai essere dissuase dal credere in un complotto, per i
seguenti motivi:
- Alcuni credono nei complotti così come si crede in modo fanatico in una
religione, ed è impossibile smontare con le prove e con la razionalità la fede
religiosa di un fanatico.
- Altri credono nei complotti perché la spiegazione di come stanno le cose è
troppo complessa per essere capita dalle loro menti e quindi accettano la
semplificazione offerta dalla bufala complottistica in quanto è l'unica che
riescono a capire, ed è anche la strada più semplice perché così evitano di
dover studiare seriamente una cosa.
- Ci sono anche coloro che ritengono noiosa la spiegazione reale e quindi
preferiscono credere in una più stimolante e fantasiosa bufala complottistica.
- Molte persone vogliono credere in una complotto perché il suo contenuto
rispecchia il personale modo di pensare o comunque i propri pregiudizi.
- Immancabili sono poi quelle persone che vogliono assolutamente credere in un
complotto perché in questo modo si sentono speciali o comunque più intelligenti
di chi non ci crede.
Fare una discussione
costruttiva con un complottista è praticamente impossibile, affiorano sempre le
stesse tecniche dialettiche tipicamente complottiste (copia-incolla a raffica,
minestroni di argomenti diversi, riproposizione delle stesse domande ignorando
le risposte, ecc...) e poi, messo di nuovo di fronte all'idiozia delle proprie
affermazioni, il complottista ripiega sull'attacco personale e sulle
insinuazioni.
Questa gente non cambierà mai il proprio modo di pensare, qualsiasi
sbugiardamento
non sarà mai sufficiente ad fare accettare la verità a discapito della bufala
complottista.

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico